La diagnosi di Spondilite Anchilosante (SA) si basa prevalentemente sulle caratteristiche cliniche del paziente, tuttavia l’esame radiologico e la risonanza magnetica sono indagini strumentali fondamentali.

Alla radiologia convenzionale, le articolazioni sacro-iliache nelle fasi inziali di malattia, possono presentare sostanzialmente normali; nelle fasi successive sono visibili segni radiografici di erosioni dell’osso sub-condrale e sclerosi dei margini. Le prime lesioni sono generalmente bilaterali e simmetriche. Con il progredire della patologia si giunge alla totale anchilosi dei due segmenti ossei: radiologicamente, non è più visibile lo spazio articolare e vi è fusione del versante sacrale con quello iliaco.

Le alterazioni radiologiche a livello della colonna vertebrale rappresentano il segno distintivo della SA. Il processo infiammatorio cronico conduce alla ossificazione delle inserzioni degli anelli fibrosi e delle inserzioni di diversi legamenti a livello delle articolazioni interapofisarie, con la formazione dei classici sindesmofiti definiti come ponti di tessuto osseo tra una vertebra e l’altra.

Non esistono indagini di laboratorio specifiche per la diagnosi della SA.

Nel 75% dei casi è presente un aumento della velocità di eritrosedimentazione (VES) e la proteina c reattiva (PCR) può risultare alterata. In alcuni casi si può rilevare una lieve anemia normocitica normocromica, l’aumento delle Immunoglobuline di classe A nel siero.

Infine, la tipizzazione dell’HLA-B27 è molto utile da un punto di vista diagnostico e deve essere valutata in tutti i pazienti in cui vi sia il sospetto di SA.

La Risonanza Magnetica (RM) permette di identificare l’infiammazione ad uno stadio pre-radiografico, nel quale non sono ancora presenti appunto le alterazioni tipiche della malattia. La RM rappresenta una delle tecniche di imaging più importanti nella diagnosi e gestione dei pazienti con SA.

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Autore

ENNIO
LUBRANO

MEDICO, SPECIALISTA IN REUMATOLOGIA E DOTTORE DI RICERCA IN REUMATOLOGIA. PROFESSORE ASSOCIATO DI REUMATOLOGIA

Ha lavorato nel Regno Unito ed è stato Clinical Research Fellow presso L'Università di Leeds (UK). Membro del Gruppo di Studio ASAS (Assessment of SpondyloArthritis Society), gruppo che si occupa della ricerca nell'ambito dello Spondiloartriti Sieronegative e della Spondilite Anchilosante. Membro del gruppo GRAPPA (Group for Research and Assessment of Psoriasis and Psoriatic Arthritis) che si occupa della ricerca nell'ambito dell'Artrite Psoriasica.
Autore di 135 lavori scientifici con impact factor.
Le sue linee di ricerca sono sempre state orientate alla Spondilite Anchilosante, all'Artrite Psoriasica e alle altre malattie infiammatorie articolari.

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