Abbiamo incontrato due fisioterapisti, Tom O’Dwyer e Fiona Wilson, per capire per quale motivo il lavoro di gruppo è così importante nell’attività fisica e nel trattamento della SA.

Hai sentito l’ultima novità? Fare sport fa bene. Immaginiamo di non averti fatto una grande sorpresa, dato il continuo bombardamento di materiali sui benefici dell’attività fisica. Allenarsi regolarmente da soli può alleviare i sintomi della SA1,2, ma lo sapevi che in gruppo si possono ottenere risultati migliori?

Benefici per la schiena, e non solo

È stato dimostrato che fare esercizi a casa da soli contribuisce a un miglioramento della SA sotto diversi punti di vista, non soltanto fisici.1,2 Infatti, un allenamento domestico di questo tipo ha effetti positivi anche sui sintomi mentali della malattia3,4, tanto che alcuni lo considerano un mezzo efficace per risollevare lo spirito e ritrovare un equilibrio emotivo.5 Gli esercizi individuali influenzano anche altri aspetti della qualità di vita, come il sonno e la vitalità4, ma è vero che le attività di gruppo possono andare oltre?

Il potere delle persone

Analizzando il legame tra la SA e l’esercizio fisico, sembrerebbe che in alcuni casi più teste ottengano risultati migliori rispetto a una soltanto. Alcune ricerche hanno dimostrato che allenarsi insieme ad altre persone comporta un miglioramento della qualità di vita e del movimento della colonna vertebrale superiore rispetto al mantenersi in forma a casa, sebbene si stiano ancora valutando le differenze sull’attività della malattia.1,2 Tutto molto interessante, certo, ma in che modo la compagnia di altre persone può avere un effetto positivo maggiore?

Un allenamento veritiero

In questi studi, chi si allenava in gruppo era monitorato da dei professionisti sanitari, per cui abbiamo un maggior grado di certezza sulla qualità e sulla quantità di esercizi portati a termine. I più cinici potrebbero commentare che, praticando sport da soli, è molto più facile mentire. In altre parole, il minor beneficio legato all’attività fisica potrebbe essere dovuto al semplice fatto di allenarsi meno rispetto agli altri.

Secondo un altro punto di vista, l’aspetto sociale del gruppo potrebbe fare la differenza assicurando degli effetti positivi che non si verificano con gli esercizi in solitaria.6

“La motivazione è l’ingrediente chiave di un programma di allenamento di successo, ma non tutti si sentono incentivati a fare esercizio da soli.”

Il sostegno delle endorfine

L’attività fisica stimola la liberazione di endorfine, gli antidolorifici prodotti naturalmente dall’organismo. Le endorfine rilasciate con l’esercizio fisico sono associate a un incremento della resistenza al dolore6, a un miglior controllo dell’appetito7 e a una diminuzione dell’ansia.8 Tutti questi effetti positivi si verificano sia allenandosi da soli sia in gruppo. Secondo alcuni ricercatori, l’uomo è un animale sociale e quindi l’attività fisica in compagnia potrebbe implicare un maggior rilascio di endorfine rispetto al praticare gli stessi gesti da soli6, ma questo aspetto deve essere ulteriormente approfondito.

Non fermarti!

La motivazione è l’ingrediente chiave di un programma di allenamento di successo, ma non tutti si sentono incentivati a fare esercizio da soli. Alcune persone ritengono che avere un impegno nei confronti di altri aiuti a mantenere alta la concentrazione5, per cui questo aumenterebbe la probabilità di continuare ad allenarsi.9 Frequentare con regolarità un corso di ginnastica è decisamente più complesso che neanche scendere dal letto e allenarsi, ma una volta presa l’abitudine, dopo aver conosciuto altre persone e, soprattutto, iniziato ad avvertire i benefici, non andare in palestra potrebbe essere ancor più difficile. 

Con una tipologia di allenamento piacevole e stimolante, adatta alle tue esigenze, sarai più invogliato a continuare. Se gli allenamenti tradizionali, come la corsa o la palestra, non fanno per te, non c’è problema: numerosi studi dimostrano che anche il nuoto, l’aerobica o il pilates10,11 sono altrettanto importanti per la salute di chi soffre di SA.

Una volta trovata l’attività fisica adatta, nulla meglio della saggezza collettiva di un gruppo saprà aiutarti a trovare nuove strategie per fare esercizio in maniera sicura ed efficace.

Questo articolo è stato scritto dal Dott. Tom O’Dwyer e dalla Dott.ssa Fiona Wilson, collaboratori regolari di ThisASLife.com, un sito social per aiutare l’intera comunità di pazienti affetti da SA a: Apprendere. Condividere. Ispirare. Discutere.

1. Dagafinrud H et al. Cochrane Database Syst Rev 2008 Jan 23; (1): CD002882.
2. 
O’Dwyer T et al. Rheumatology Int 2014; 34: 887-902.
3. 
Lim HJ et al. Rheumatol Int 2005; 25:225–229.
4. 
Durmus D et al. Rheumatol Int 2009; 29:673–677.
5. 
O’Dwyer T et al. J Phys Act Health 2015 Oct 28 [Pubblicazione elettronica prima della stampa].
6. Cohen EE et al. Biol Lett 2010; 6:106–108.
7.
McArdle et al. (2015) Exercise Physiology: Nutrition, Energy, and Human Performance (8th Edition) Lippincott Williams & Wilkins.
8. 
Boecker H et. al. Cereb Cortex. 2008 ;18: 2523-31
9.
Hidding A et al. Arthritis Care Res 1994; 7:90–96.
10. Karapolat H et al. Eur J Phys Rehabil Med 2009; 45:449–457.
11.
Roşu MO et al. Rheumatol Int 2014; 34:367-372.

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Tom O'Dwyer

Fisioterapista

La Dott.sa Fiona Wilson è assistente al Trinity College di Dublino ed è una fisioterapista qualificata; vanta oltre 25 anni di esperienza nell’ambito clinico e della ricerca. Lavora con Tom O’Dwyer, un fisioterapista professionista con 6 anni di esperienza internazionale, che studia per un PhD con una tesi intitolata "Physical Activity and Fitness in Ankylosing Spondylitis".

Tra i molti interessi condivisi nel campo della ricerca, stanno studiando gli effetti positivi della fisioterapia sulle persone affette da SA

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