Il termine uveite indica qualsiasi processo infiammatorio che colpisce il tratto uveale dell’occhio (iride, corpo ciliare e coroide). In relazione alla regione anatomica coinvolta l'uveite può essere classificata come anteriore, intermedia, posteriore oppure, quando sono coinvolti contemporaneamente tutti i settori, panuveite.

L'uveite anteriore rappresenta la manifestazione extra-articolare di più frequente osservazione nei pazienti con Spondiloartriti (SpA), compresi quelli che soffrono di spondilite anchilosante.

Si stima infatti che circa un terzo dei pazienti affetti da SpA presenti almeno un episodio di uveite nel corso della sua vita.

I sintomi dell'uveite comprendono occhi rossi, dolore, fotofobia (fastidio con la luce), aumento della lacrimazione e offuscamento della vista.

L’ uveite associata alle SpA ha un esordio acuto, è generalmente anteriore ed unilaterale mentre il coinvolgimento alternato degli occhi si verifica frequentemente nelle riacutizzazioni di uveite ricorrente.

La prevalenza dell'uveite aumenta con la durata della malattia. Poco più del 10% dei pazienti con SpA, infatti, presenta almeno un episodio di uveite entro i primi 5 anni dalla malattia mentre oltre il 30% di pazienti con malattia di lunga durata presenta una manifestazione oftalmologica.

Nei pazienti con SpA positivi per HLA-B27 la prevalenza di uveite è maggiore rispetto ai soggetti B27 negativi. Alcuni dati suggeriscono inoltre variazioni geografiche nella frequenza di questo fenomeno. Nelle popolazioni del Nord-America ed Europa la prevalenza è più alta rispetto a quella osservata in Asia ed America Latina. I dati riguardanti una possibile influenza di genere non sembrano dimostrare una diversa prevalenza dell’uveite associata a SpA tra maschi e femmine.

Le opzioni di trattamento per l'uveite comprendono terapie locali e sistemiche e generalmente si ha una risoluzione senza sequele quando trattata correttamente.

Il solo trattamento locale è efficace in molti casi di uveite anteriore acuta. Le indicazioni per i farmaci immunosoppressori sono tipicamente uveite refrattaria, coinvolgimento del polo posteriore o elevata tendenza alla recidiva o alla cronicità.

Per indurre la remissione possono essere necessari corticosteroidi sistemici, farmaci immunosoppressori o farmaci biologici in varie combinazioni.

La collaborazione tra oculista e reumatologo è fondamentale per diagnosticare e trattare precocemente l’uveite ed il parere di un reumatologo dovrebbe essere sempre richiesto quando si sospetta una malattia sistemica.

Riferimenti bibiografici

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Le conseguenze della spondiloartrite assiale

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Autore

PIETRO
LECCESE

MEDICO SPECIALISTA IN REUMATOLOGIA

Dirigente medico presso il Dipartimento Regionale di Reumatologia della Basilicata dell’Azienda Ospedaliera “San Carlo” di Potenza ha sviluppato nel corso degli anni specifici interessi nel campo assistenziale e di ricerca delle Spondiloartriti sieronegative e delle Vasculiti sistemiche con particolare attenzione per la Malattia di Behcet. È membro della Società Italiana di Reumatologia (SIR), dell’EMerging EULAR NETwork (EMEUNET) e del Consiglio dell’International Society of Behcet’s Disease. Ha avuto incarichi di insegnamento presso l’Università degli Studi della Basilicata, ha partecipato in qualità di relatore/docente ad oltre 100 congressi nazionali e internazionali, svolge attività di referaggio per le principali riviste internazionali del settore, è co-autore di diversi capitoli di libri ed è autore di numerose pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali. È stato più volte vincitore di premi per la ricerca della SIR rivolti a giovani reumatologi.

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